Il Ristorante si Può Rifiutare di Dare la Doggy Bag? Perché la Legge sull’Obbligo è Stata Stralciata

Doggy bag al ristorante: cosa può chiedere davvero il cliente?

La doggy bag è diventata negli ultimi anni un tema sempre più discusso in Italia. Portare a casa ciò che non si è riusciti a consumare al ristorante rappresenta infatti uno dei gesti più semplici per ridurre lo spreco alimentare.

Ma cosa succede se, alla fine della cena, chiediamo al ristorante di confezionare gli avanzi e il locale rifiuta?

La risposta, almeno per il momento, è abbastanza chiara: in Italia la doggy bag non costituisce ancora un diritto obbligatorio del cliente.

Negli ultimi giorni il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo che una disposizione che avrebbe introdotto il diritto del consumatore a portare a casa cibo e bevande acquistati ma non consumati era comparsa nella bozza del nuovo Ddl Concorrenza. La misura, però, non è stata inserita nel testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri.

Questo significa che, allo stato attuale, un cliente può certamente chiedere la doggy bag, ma il ristoratore non è ancora obbligato per legge a fornirla.

La questione, tuttavia, è più complessa di quanto possa sembrare.


Che cos’è esattamente la doggy bag?

Con il termine doggy bag si indica il contenitore utilizzato per portare a casa il cibo o le bevande avanzate dopo un pasto consumato fuori casa.

Il nome nasce dalla tradizione di chiedere al ristorante di confezionare gli avanzi da portare a casa, originariamente anche con l’idea di destinarli agli animali domestici.

Oggi il significato è molto più ampio.

La doggy bag viene infatti utilizzata soprattutto per evitare che alimenti ancora perfettamente commestibili vengano gettati via.

Può trattarsi di:

  • pizza;
  • pasta;
  • carne cotta;
  • contorni;
  • prodotti da forno;
  • dessert;
  • formaggi;
  • pietanze non completamente consumate;
  • bottiglie o bevande già acquistate, quando la situazione lo consente.

Naturalmente non tutti gli alimenti possono essere conservati allo stesso modo e la sicurezza alimentare rimane un aspetto fondamentale.


In Italia la doggy bag è obbligatoria?

No, non esiste attualmente un obbligo generale nazionale che imponga a tutti i ristoranti italiani di fornire la doggy bag.

La questione è tornata recentemente alla ribalta perché nella bozza del Ddl Concorrenza era stata inserita una disposizione che avrebbe riconosciuto al consumatore il diritto di portare via gli alimenti e le bevande acquistati e non consumati.

La disposizione prevedeva anche un sistema informativo attraverso un apposito logo, destinato a comunicare ai clienti la possibilità di usufruire del servizio.

Tuttavia, durante l’iter che ha portato all’approvazione del provvedimento, la misura è stata stralciata dal testo definitivo.

Di conseguenza, almeno per il momento, non è entrata in vigore una norma che renda obbligatoria la doggy bag per i ristoratori.


Quindi il ristorante può rifiutarsi?

Sì.

Se il cliente chiede di portare via gli avanzi, il ristorante può attualmente rifiutare la richiesta, non essendoci un obbligo generale che imponga all’esercente di fornire il contenitore.

Questo non significa però che la doggy bag sia vietata o che il cliente non possa richiederla.

Al contrario, molti ristoranti la offrono già spontaneamente.

La differenza fondamentale è quindi tra possibilità e diritto.

Il cliente può chiedere.

Il ristoratore può accettare.

Ma, in assenza di una specifica norma applicabile al caso concreto, il cliente non può ancora pretendere che il locale sia obbligato a consegnargli un contenitore per gli avanzi.


Perché la norma sulla doggy bag è stata stralciata?

La scelta di eliminare la disposizione dalla versione definitiva del provvedimento è legata soprattutto alle difficoltà pratiche e organizzative che sarebbero potute derivare dall’introduzione di un obbligo generalizzato.

Tra i problemi sollevati ci sono diversi aspetti.

Costi per i ristoratori

Un obbligo generalizzato avrebbe comportato per i locali la necessità di avere a disposizione contenitori adatti all’asporto.

Per un grande ristorante il problema potrebbe essere relativamente semplice da gestire.

Per un piccolo bar, una trattoria o un’attività con margini ridotti, invece, ogni nuovo obbligo può rappresentare un costo aggiuntivo.

Bisognerebbe acquistare i contenitori, conservarli, gestirne le scorte e organizzare il servizio.


Il problema dei contenitori

Non tutti i contenitori sono adatti a qualsiasi alimento.

Un piatto caldo, una pietanza con salsa, un alimento particolarmente delicato o un prodotto che necessita di refrigerazione richiedono attenzioni differenti.

Per questo motivo, rendere obbligatoria la doggy bag richiederebbe anche regole precise sulle caratteristiche dei contenitori e sulle modalità di consegna.

Un semplice contenitore non può necessariamente essere utilizzato indistintamente per qualsiasi alimento.


Il nodo della sicurezza alimentare

Uno degli aspetti più delicati riguarda la responsabilità sulla corretta conservazione del cibo una volta uscito dal ristorante.

Immaginiamo, per esempio, una pietanza particolarmente deperibile.

Il ristorante la prepara correttamente e la consegna al cliente.

Da quel momento, però, il cliente potrebbe trasportarla per diverse ore, lasciarla a temperatura ambiente oppure conservarla in modo non appropriato.

Se successivamente l’alimento dovesse provocare un problema, sorgerebbe una questione importante: dove finisce la responsabilità del ristoratore e dove inizia quella del consumatore?

È proprio questo uno dei punti che rendono la materia più complessa di quanto possa sembrare.


Il cliente paga il cibo: può quindi portarlo via?

Il fatto che il cliente abbia pagato una pietanza non significa automaticamente che esista, oggi, un diritto specifico e assoluto a riceverla confezionata per l’asporto.

Il pagamento riguarda il servizio di ristorazione e il consumo della pietanza all’interno del locale.

Se rimane del cibo, il cliente può chiedere di portarlo via, ma la possibilità di farlo dipende anche dalle regole applicabili e dalla disponibilità del ristorante.

Per questo motivo è sempre meglio chiedere prima di dare per scontato che il locale debba necessariamente fornire il contenitore.


E se il ristorante offre già la doggy bag?

La situazione cambia dal punto di vista pratico.

Molti locali hanno già adottato volontariamente questa soluzione.

In questi casi il cliente può semplicemente chiedere al personale di confezionare ciò che è rimasto.

Il ristorante può fornire un contenitore apposito oppure adottare una propria procedura per l’asporto degli alimenti non consumati.

È una pratica che può contribuire concretamente a ridurre lo spreco.


Perché la doggy bag è importante contro lo spreco alimentare?

Ogni giorno una quantità significativa di cibo ancora consumabile viene sprecata.

Nel settore della ristorazione il problema può essere particolarmente evidente quando i clienti lasciano nei piatti porzioni che non riescono a terminare.

La doggy bag rappresenta una soluzione molto semplice:

il cibo che sarebbe finito nella spazzatura può diventare un pasto successivo.

Questo comporta vantaggi sia economici sia ambientali.

Portare a casa una porzione avanzata significa evitare di acquistare immediatamente un altro alimento e, allo stesso tempo, ridurre lo spreco delle risorse utilizzate per produrre, trasportare e preparare quel cibo.


Perché alcune persone si vergognano di chiederla?

Nonostante la doggy bag sia sempre più accettata, esiste ancora una certa resistenza culturale.

Alcune persone temono infatti che chiedere di portare a casa gli avanzi possa sembrare poco elegante o addirittura imbarazzante.

In realtà, non c’è nulla di cui vergognarsi.

Se una pietanza è stata pagata e il ristorante consente di portarla via, evitare che finisca nella spazzatura rappresenta semplicemente una scelta responsabile.

La doggy bag non dovrebbe essere vista come qualcosa di cui vergognarsi, ma come uno strumento per evitare inutili sprechi.


Come chiedere la doggy bag senza imbarazzo

La richiesta può essere estremamente semplice.

Alla fine del pasto è sufficiente dire:

“Potrei portare a casa quello che è rimasto?”

Oppure:

“È possibile avere un contenitore per gli avanzi?”

Non serve fornire spiegazioni particolari.

Se il ristorante offre il servizio, il personale saprà come procedere.


Il ristorante può far pagare il contenitore?

La questione del costo del contenitore dipende dalle modalità con cui il servizio viene organizzato dal locale e dalle eventuali regole applicabili.

Un ristorante può avere proprie procedure per i contenitori destinati all’asporto, soprattutto quando vengono utilizzati materiali particolari o riutilizzabili.

Per questo motivo, se viene richiesto un eventuale costo aggiuntivo, è opportuno chiedere semplicemente al personale prima della consegna.


Tutti gli avanzi possono essere portati a casa?

Non necessariamente.

Il buon senso e la sicurezza alimentare devono sempre essere considerati.

Un alimento che è rimasto a lungo a temperatura ambiente potrebbe non essere adatto alla conservazione.

Particolare attenzione deve essere prestata a:

  • pesce crudo;
  • carne cruda;
  • tartare;
  • preparazioni con uova crude;
  • creme fresche;
  • alimenti facilmente deperibili;
  • pietanze che richiedono una rigorosa catena del freddo.

In questi casi il ristorante potrebbe avere buone ragioni per sconsigliare o non consentire l’asporto.


Cosa succede negli altri Paesi?

La situazione non è identica in tutta Europa.

In alcuni Paesi sono state introdotte disposizioni specifiche per favorire o rendere obbligatoria la possibilità di portare via gli alimenti non consumati.

La Francia, per esempio, ha introdotto regole che riguardano l’utilizzo di contenitori per il cibo non consumato, mentre anche la Spagna ha adottato misure contro lo spreco alimentare.

L’Italia, invece, sta ancora discutendo come rendere più efficace questa pratica senza creare problemi eccessivi per le attività di ristorazione.


Doggy bag: un diritto che potrebbe arrivare in futuro?

Il fatto che la disposizione sia stata stralciata dal testo definitivo non significa necessariamente che il tema sia definitivamente chiuso.

La questione dello spreco alimentare rimane infatti al centro del dibattito e potrebbe essere nuovamente affrontata attraverso futuri provvedimenti.

Per ora, però, è importante distinguere tra una proposta o una disposizione presente in una bozza e una norma effettivamente entrata in vigore.

Finché non verrà approvata una disciplina specifica, la doggy bag rimane principalmente una pratica volontaria.


Cosa dovrebbe fare il cliente?

La soluzione più semplice è chiedere.

Se hai ordinato più cibo di quanto riesci a consumare e vuoi evitare di sprecarlo, puoi domandare al personale se è possibile portarlo a casa.

Se il ristorante dispone di contenitori e accetta la richiesta, il problema è risolto.

Se invece il locale rifiuta, al momento non puoi generalmente pretendere la doggy bag sulla base di un obbligo nazionale generale, perché tale obbligo non è attualmente in vigore.


Cosa dovrebbe fare il ristoratore?

Dal punto di vista pratico, offrire la possibilità di portare a casa gli avanzi può rappresentare un importante segnale di attenzione verso la riduzione dello spreco alimentare.

Il ristoratore dovrebbe però tenere conto delle caratteristiche degli alimenti e delle corrette modalità di conservazione.

Non si tratta semplicemente di mettere qualsiasi pietanza in una scatola.

Occorre valutare:

  • tipo di alimento;
  • temperatura;
  • modalità di confezionamento;
  • tempo trascorso dal servizio;
  • possibilità di conservazione;
  • eventuali rischi igienico-sanitari.

Le domande più frequenti

Il ristorante è obbligato a dare la doggy bag?

No. Attualmente non esiste un obbligo nazionale generale che imponga a tutti i ristoranti di fornire la doggy bag.

Posso comunque chiederla?

Sì. Il cliente può chiedere al ristorante se è possibile portare a casa gli alimenti non consumati.

Il ristorante può rifiutare?

Sì, in assenza di uno specifico obbligo applicabile, il ristoratore può rifiutare la richiesta.

La nuova legge sulla doggy bag è entrata in vigore?

No. La disposizione che avrebbe introdotto il diritto alla doggy bag è stata eliminata dal testo definitivo del provvedimento.

Perché è stata eliminata?

Tra le questioni considerate ci sono i costi per gli esercenti, la gestione dei contenitori e i dubbi legati alla responsabilità e alla sicurezza alimentare.

Posso portare a casa qualsiasi alimento?

Non necessariamente. Per alcuni alimenti particolarmente deperibili devono essere valutate attentamente le condizioni di conservazione e sicurezza.

È sbagliato chiedere la doggy bag?

Assolutamente no. Portare a casa gli alimenti non consumati può essere un comportamento utile per ridurre lo spreco.


Conclusione

La questione della doggy bag in Italia è quindi molto meno semplice di quanto possa sembrare.

Oggi il cliente può tranquillamente chiedere di portare a casa ciò che non ha consumato, ma non esiste ancora un obbligo nazionale generale che costringa il ristorante a fornire il contenitore.

La disposizione che avrebbe introdotto un vero e proprio diritto alla doggy bag era stata inserita nella bozza del Ddl Concorrenza, ma è stata successivamente stralciata dal testo definitivo.

Per il momento, dunque, la doggy bag rimane soprattutto una pratica affidata alla disponibilità del singolo esercente.

Il tema, però, resta importante: ridurre lo spreco alimentare non significa necessariamente fare grandi gesti. Anche portare a casa una porzione di cibo che altrimenti verrebbe buttata può essere un piccolo comportamento quotidiano capace di fare la differenza.